eventi workshop e attività

Abracadabra

drammaturgia Irene Serini
con Irene Serini
produzione Maurizio Guagnetti

Mario Mieli fu un intellettuale italiano, ribelle a tal punto da suicidarsi all’età di 30 anni. Fu: uomo, donna, poeta, filosofo, attore, militante, visionario, drogato, frocio, poliglotta, ricchissimo, raffinatissimo, narcisista, alchimista e ladro improvvisato. Fu insomma colui (e colei) che riuscì a racchiudere in sé il senso bruciante dei contrari che si uniscono…

Dimostrò fin dalla più tenera età un’intelligenza e una vitalità erotica fuori dal comune.  Mario Mieli è indifendibile. Eppure, contemporaneamente, fu anche la prima persona nel nostro Paese, che non ebbe timore di scrivere: “Tutti gli uomini sono donne e tutte le donne sono uomini”. Sembra un incantesimo. È invece una delle tante frasi magiche racchiuse nel suo saggio di filosofia morale che Einaudi pubblico nel 1977: Elementi di critica omosessuale.

Un saggio dal titolo orribilmente settario. In cui però Mario Mieli inneggia al femminile, indagandone la forza e l’espressione in tutti gli esseri umani, al di là della sessualità di partenza. Una forza che riguarda tutti, e che se espressa con la stessa intensità e riconoscibilità del maschile, farebbe evolvere ogni donna e ogni uomo, ampliandone il comportamento ed il pensiero.  Un testo che è anche il primo mattone su cui si fondano i gender studies. Un approccio all’identità collettiva in termini di genere e orientamento sessuale, non più votata a una divisione tra maschile e femminile, tra uomo e donna, tra gay ed etero, ma ad un’unione in ognuno di noi di queste forze contrarie.