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Riccardo II & Co.

di e con Debora Mattiello

Siamo alla ricerca di uno Shakespeare quotidiano, vicino, che abita attorno a noi. Può capitare di immergerci nella lettura delle sue opere, fagocitati dalla convulsa vita di una stazione ferroviaria o in attesa in un pronto soccorso, o su un aereo, o per strada, seduti ad un caffè. Può capitare che alziamo gli occhi e guardiamo la vita che ci circonda ed ecco che riconosciamo un Riccardo II, un Amleto, un Macbeth od un becchino. Non è difficile. Perchè Shakespeare scrive dell’UOMO, dell’UMANITÀ.

Le sue opere, se decontestualizzate, sono tessute da una testo lirico, intimo, poetico, che non inciampa nei fatti e nei paludati usi e costumi del tempo. Sembra un testo assoluto, libero, perché l’unico suo interesse ancora resta l’uomo, il suo spirito "drammatico", la sua fragile molteplicità, la sua ingenua instintualità, la sua delicatezza brutale... Non è dato il tempo né il luogo, è dato l’uomo. Così, una attrice sola in scena, farà incarnare le parole di Shakespeare a personaggi che sono i protagonisti del dramma del Bardo nella sostanza, nel sangue, più che nella forma e che non abitano lontano da noi. Personaggi, come apparizioni, si presentano, arrivano per partire, eppure vogliono disegnare una loro biografia, lasciare un segno, dire di sé, prima che sia troppo tardi. Uno Shakespeare metropolitano e surreale come tanta assurda ed involontaria comicità urbana.