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Die Panne

liberamente tratto da Die Panne di Friedrich Dürrenmatt
di e con Valentina Bischi
maschera di scena Ferdinando Falossi

Una notte, in un piccolo paese di campagna l’auto del signor Alfredo Traps, viaggiatore di commercio, va in panne. Il signor Traps non se ne rammarica, anzi, pregusta già il lato piccante della situazione.Si ritrova invece nella villa di un ex-uomo di legge; il padrone di casa ed i suoi amici gli aprono le porte per la cena, il vino ed il loro passatempo: mettere in scena un processo. Non importa se Traps non ha commesso alcun delitto “un reato si finisce sempre per trovarlo…che lo si voglia o no c’è sempre qualcosa da confessare”. Tra squisite portate e vini d’annata il gioco si fa sempre più inquietante, fino a condurre Traps come l’autore di un delitto che merita “ammirazione, stupore, rispetto…degno d’essere annoverato fra i più straordinari del secolo”. Ora, per la prima volta, quella giustizia che aveva sempre ritenuto “astratta cavillosità vessatoria” illumina il suo limitato orizzonte “come un immane, inconcepibile sole”.

Immagino un racconto intimo, un fuoco acceso, il vino. Immagino una sala che somiglia, in qualche modo, alla sala dove si svolge la scena del nostro racconto. Immagino candele. E immagino niente di tutto questo.

Solo la parola, una parola rigorosa, essenziale, che porti in una sala con un fuoco acceso, un buon bicchiere di vino, e la luce delle candele, ad occhi chiusi.