produzioni

IDOLI

 

 

Drammaturgia Chiara Gistri

Di e con Chiara Gistri e Cecilia Delle Fratte

Testi Cecilia Delle Fratte, da un’idea di Lucia Urbano

Coreografie Chiara Gistri

Produzione If Prana

 

“E se alla gara non vinco? Se fallisco? Mi vuoi bene anche se non sono la migliore?”

Vittoria, una bambina pronta ad autodeterminarsi, pone alla madre queste domande, alle quali non riceve una risposta convincente. Forse la soluzione è una sola: per piacerle deve essere la più brava di tutti. E se invece non lo fosse? Che cosa accadrebbe allora? Vittoria chiede agli altri di essere guardata. Un racconto che cammina accanto al mito di Narciso, un uomo creato per far innamorare tutti gli esseri viventi. Due capitoli, due Storie lontane secoli, i cui personaggi sono alla ricerca incessante di qualcosa. Cosa?

IDOLI è un viaggio che è partito dal bisogno di svelare la vera natura del narcisista: una personalità che appare forte e sicura di sé, ma nasconde in realtà grande fragilità e debolezza. Partendo da una rivisitazione contemporanea del mito di Narciso raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi, si giunge al suo alter-ego Vittoria, una bambina dell’epoca contemporanea. I due protagonisti vivono sulla scena l’uno accanto all’altro, ognuno nel proprio spazio, separati forse soltanto dai secoli ai quali appartengono. Vittoria e Narciso attraversano insieme tutte le fasi della sofferenza e della frustrazione di non riuscire ad ottenere ciò che desiderano, di dover rinunciare a qualcosa che, in fin dei conti, non esiste. Abbiamo immaginato un Narciso che esprima il proprio dolore attraverso la parola e una Vittoria che invece utilizzi il linguaggio primitivo del corpo, più vicino all’espressione dell’infanzia. Durante le prove ci siamo rese conto che tra i due personaggi si creava progressivamente uno scambio continuo di narrazione e azione, in modo tale che l’uno nutrisse continuamente l’altro. L’incontro tra queste due personalità, così vicine e lontane allo stesso tempo, si è configurato come un atto catartico, di rigenerazione reciproca, fino a farci credere che, forse, potevano coesistere fino all’ultimo momento senza sapere di essere la stessa persona.